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CANTO ALLA LUNA Ispirato al romanzo di Britta Teckentrup  “Il canto di lupetto” Scritto e diretto da Giovanna Vallebona “Canto alla luna” è l’emozionante storia di un lupacchiotto che non sa  ancora ululare e cerca la sua identità nell’incontro con la Natura e le  altre creature del bosco. Un percorso di crescita personale nella foresta  della vita in cui ogni animale deve imparare a interpretare il suo ruolo e  comprendere se scappa o rincorre. In una cornice fiabesca si alternano  contenuti poetici a momenti comici in un’atmosfera colorata e magica.  Lupetto ha un interessante dialogo con il personaggio dell’Eco, incontra  il Riccio Terry, la candida Neve, il Gufo Rufus, le Stelle splendenti fino a  terminare il suo viaggio sotto un’abbagliante Luna piena mentre la Notte  lo avvolge. Come ogni fiaba “Canto alla luna” parla anche agli adulti che  comprendono in maniera razionale ciò che i più piccoli colgono subito  dentro di sé. La commistione delle arti colora lo spettacolo di espressioni diverse e  linguaggi differenti che emozionano ora con la danza, ora con il canto,  ora con la musica dal vivo.  Ogni personaggio è caratterizzato da un linguaggio particolare, semplice  ma significativo, che parla alle orecchie con musicalità diverse, ma  soprattutto al cuore.
Cast: Sabrina Rao Lupetto Miro Gerbi Oliver Alice Bevilacqua Spirito della Foresta Francesco Nardi Eco Piero Guarino Riccio Terry Letizia Celata Neve Yuki Assandri Rufus, il Gufo Alessandra Albarello Stella Irene Ferroni Stella Miyuki Musenich Stella Alessandra Poggi Luna Giovanna Vallebona Notte musiche e canzoni originali di Francesco Nardi e Giovanna Vallebona eseguite dal vivo dai Theatralis scenografia e aspetti grafici Alice Bevilacqua costumi Mari trucco Giovanna Vallebona service VTA regia Giovanna Vallebona
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Sabato 5 maggio 2012 - ore 17 e 21 Domenica 6 maggio 2012 - ore 17 Sala Diana - Teatro Garage
come arrivare
Progetto didattico Questo testo si presta particolarmente per trasmettere ai bambini valori importanti facendoli divertire, senza tediarli con discorsi retorici.  Perché occuparsi di lupi?  Cacciato con qualunque mezzo e da sempre dipinto nell’immaginario comune come un animale feroce e cattivo, il lupo è stato letteralmente salvato  dall’estinzione dall’”Operazione S.Francesco”, dal 1970 in poi. Oggi diversi antropologi ritengono che l’uomo primitivo abbia appreso dai lupi non solo le  tecniche di caccia, ma addirittura alcuni elementi della sua struttura sociale.  Il branco possiede valori che la nostra società sta dimenticando e che è utile insegnare ai bambini:  1) Valore del branco come famiglia che l’individuo difende con abnegazione  2) Spirito di gruppo e lavoro di squadra  3) Rispetto per i lupi anziani  4) Rispetto per i ruoli  5) Ruoli di prestigio ricoperti in ugual modo da maschi e da femmine.  (una lupa può diventare capo branco)  6) La pazienza come virtù dei forti  Nel testo sono presenti inoltre spunti di riflessione su  1) Rispetto per la foresta  2) Valorizzazione dell’identità personale (imparare a conoscersi ed essere se stessi senza necessariamente seguire il modello degli altri)  3) Ridimensionare i “luoghi comuni” e i giudizi affrettati  4) Prendere coscienza delle difficoltà altrui  5) Considerare i propri problemi come un punto di partenza e non di arrivo  6) Imparare a cambiare con coraggio i propri limiti e ad accettare con saggezza quelli immutabili  7) Imparare a sospendere i giudizi affrettati, anche su se stessi  8) Imparare che la diversità non è necessariamente qualcosa di negativo  Uno spettacolo per chi crede che la felicità sia la realizzazione di se stessi come esseri unici e irripetibili e vuole lasciarsi andare al sogno di un mondo  fantastico pur ricco di riflessioni importanti e concrete. Non è difficile immedesimarsi in Lupetto, perché tutti come lui hanno provato almeno una volta  nella vita quel senso di inadeguatezza e frustrazione, ma proprio questa fragilità ci consente di comprendere i nostri limiti e lottare per cambiare le cose.  Imparare a ululare è per lui trovare la propria voce, capire chi è (“Non devi ululare come i tuoi fratelli, devi ululare come Lupetto…”).